Karibu Sana, Giovanna!

Tra Settembre e Ottobre 2017 la presidente di Amici di Julie Onlus  Giovanna Del Vecchio Blanco è stata a Nyakipambo, dove ha vissuto a stretto contatto con le ragazze della Lumetti VTC School. Dal suo racconto, emozionato ed emozionante, emerge ancora più rafforzato l’impegno dell’associazione in favore dei giovani della comunità

 

Parto da Dar Es Salaam di mattina presto, anche se ero arrivata ieri pomeriggio. Non vedevo l’ora di raggiungere Nyakipambo ma è un viaggio lungo, 10 ore, e bisogna muoversi con la luce del giorno per viaggiare in sicurezza. Dar è immersa nel suo traffico caotico già all’alba: impiegheremo molte ore per uscire dalla città. Le motociclette sfrecciano ovunque, tra le auto, sui marciapiedi, ovunque ci sia spazio per passare: la moto è un ottimo mezzo di trasporto per persone e animali, ma è anche un modo per guadagnare qualche scellino, portando le persone che hanno fretta di arrivare alla meta. La strada è il luogo dove si svolge la vita.

Lungo la strada spiccano le divise colorate dei bambini che vanno a scuola, i più piccoli davanti e i più grandi a chiudere la fila, molti a piedi nudi, tantissimi che camminano chilometri e chilometri per arrivare a scuola e, poi, a fine giornata per ripercorrere il tragitto inverso per casa.
La divisa scolastica, mi spiega padre Metodio, non serve solo a identificare l’appartenenza di un bambino a una scuola; è anche uno strumento di livellamento sociale, perché nessuno deve vestire meglio o peggio di un altro. E, proprio lungo questo viaggio quotidiano che tantissimi devono affrontare per ricevere un’istruzione, la divisa scolastica ricopre anche una funzione di sicurezza e tutela per i bambini in caso di incidente o pericolo. Grazie alla divisa infatti si sa chi contattare in caso di necessità.

In tante ore di viaggio ritrovo i miei ricordi: le donne che vendono frutta e verdura lungo la strada, tutto perfettamente impilato in secchi colorati che portano apparentemente senza fatica sulla testa. Qui ogni cosa si vende al chilo o al secchio. Il mercato dei Masai che vendono carne arrostita. Uomini e bambini piccoli, in abiti tradizionali, che portano le mucche al pascolo. È tarda sera quando finalmente arriviamo a Nyakipambo. Le ragazze della scuola mi accolgono con un canto di benvenuto. “Karibu Sana”, mi dicono. Sono commossa ed emozionata.

L’indomani vado a visitare le classi della Lumetti VTC School, dove i ragazzi studiano falegnameria e muratura, mentre le ragazze imparano a cucire. Ho poi la possibilità di recarmi al dormitorio maschile: i lavori sono stati conclusi in tempo e sono riusciti davvero bene; tutti sono soddisfatti, anche la visita preliminare dei funzionari del VETA tanzaniano ha avuto esito positivo e ora si attende solo il riconoscimento ufficiale della scuola.

I lavori di ristrutturazione del dormitorio sono quasi del tutto ultimati

È un grande risultato ma non possiamo fermarci ancora, perché anche le ragazze della scuola hanno diritto a dormire e vivere in un luogo dignitoso. La maggior parte di loro proviene da villaggi molto lontani e per frequentare regolarmente la scuola deve vivere in parrocchia, negli stessi locali dove dormono i bambini dell’asilo e quelli orfani. Padre Metodio è convinto che la disponibilità di un dormitorio permetterebbe a molte più ragazze di seguire regolarmente le lezioni e apprendere una professione. Ne sono convinta anch’io e sono determinata a raggiungere questo obiettivo assieme a tutti gli Amici di Julie.

Sono felice di essere qui e di vivere a stretto contatto con le ragazze della scuola di sartoria, per capire meglio quali sono le difficoltà che devono affrontare ogni giorno. Nei giorni trascorsi qui a Nyakipambo riuscirò a conoscerle meglio. Sono adolescenti tra i 14 e 17 anni di età, belle nei loro capelli tenuti corti per ragioni di igiene, timide ma con il sorriso sempre pronto.

La mattina la sveglia è all’alba, si prende l’acqua alla fontana del villaggio per lavarsi. Poi c’è la Messa, durante la quale le ragazze intonano dei canti emozionanti. Poi si corre a scuola: alla Lumetti VTC School imparano a cucire, a usare il computer, a parlare inglese e anche norme generali di tutela dell’igiene e della salute. Oltre alle lezioni, ognuna di loro ha un compito extrascolastico: c’è chi accudisce i bambini dell’asilo, chi aiuta la cuoca Lussy in cucina, chi fa le pulizie nei locali comuni. Mi basta poco tempo qui per capire definitivamente che la scuola è una vera e propria comunità.

Giovanna in compagnia di alcune ragazze del corso in sartoria

Una sera ci ritroviamo tutti per valutare i lavori di fine anno delle studentesse, borsette e pochette da portare con me in Italia per venderle negli eventi benefici di Amici di Julie Onlus. Alcune ragazze lavorano molto bene, anche se non comprendono pienamente perché i loro lavori non siano venduti in Tanzania. Padre Metodio spiega allora che il loro contributo è fondamentale, perché aiuta a raccogliere fondi per la scuola stessa, e coglie l’occasione per ribadire quanto sia importante non solo impegnarsi nello studio, ma anche imparare a lavorare senza fretta per evitare errori e approssimazioni. Solo così le ragazze un giorno potranno essere indipendenti e avere la possibilità di costruirsi un futuro migliore.

Giovanna mentre visita un piccolo paziente

Tra le ragazze mi colpisce molto Ashtuni, una ragazza musulmana bellissima, molto timida e davvero molto brava a cucire. L’anno scorso era stata costretta a lasciare la scuola per problemi familiari, ma ora padre Metodio l’ha richiamata per confezionare per me in pochi giorni borsette e pochette. Sono splendide. Una delle maggiori soddisfazioni di questo viaggio a Nyakipambo è stato riuscire assieme a padre Metodio a convincere Ashtuni a riprendere gli studi per ottenere il diploma e poi rimanere lì alla Lumetti VTC School come aiuto insegnante. Nonostante la sua timidezza siamo riuscite a fare amicizia, l’ultimo giorno mi chiederà di fare una foto insieme per conservare anche lei un mio ricordo. Avere conosciuto Ashtuni e tutte le ragazze della scuola è stato un grande dono.

 

E proprio quando inizio finalmente a sentirmi anch’io parte di questa comunità, a comprendere meglio la loro vita anche se sono una wazungu (una bianca, occidentale nda), è arrivato il momento della partenza. È ora di tornare a casa. Ancora una volta mi ritrovo a pensare che vivere l’Africa serva più a noi, che siamo noi a ricevere molto di più di quanto offriamo. Mi consola la consapevolezza che tornerò presto qui a Nyakipambo, ma provo anche una nuova determinazione. D’ora in poi i volti e le storie di queste ragazze mi accompagneranno nell’impegno di Amici di Julie per garantire anche a loro una concreta possibilità di futuro.

 

Giovanna Del Vecchio Blanco

presidente di Amici di Julie onlus